Mercoledì sera su Canale 5 la seconda puntata del serale di Amici (voto: 7) e una nuova sfida tra Bianchi e Blu. Nel corso dell'appuntamento pomeridiano di domenica scorsa, Maria De Filippi (8) ha annunciato un bando di concorso canoro tra le due squadre: a sfidarsi sono stati Luca e Valerio. I professori hanno premiato Valerio. Grazie a questa vittoria i Blu hanno infatti il diritto di poter aggiungere una performance artistica alla loro squadra o addirittura levare ai Bianchi una esibizione.
A proposito di esibizioni il primo passo a due di Garrison Rochelle sarà eseguito da Domenico (riserva Alice) e Adriano (Daniela), il secondo da Domenico (Alice) e Andreina (Pedro), il passo a due di Alessandra Celentano da Alice (Domenico) e Pedro (Andreina), il passo a due di Steve La Chance da Alice (Domenico) e Daniela (Adriano), il passo corale di Maura Paparo da Alice (Domenico) e Adriano (Pedro).
Per il canto Strada facendo sarà eseguita da Mario (Luca) e Martina (Valerio), Piccolo uomo da Silvia (Mario) e Martina (Alessandra), Killing me softly da Luca (Silvia) e Alessandra (Valerio), Rain on your parade da Jennifer (Silvia) e Alessandra (Martina), You give me something da Luca (Jennifer) e Valerio (Alessandra). Entrambe le squadre hanno chiesto il cambio in Killing me softly: Luca vorrebbe sfidare Valerio mentre Alessandra vorrebbe battere Silvia, più debole a livello di televoto.
Di seguito la rassegna stampa sulla prima puntata del serale. Alessandra Comazzi per La Stampa ---> Maria De Filippi, tubino nero, mitene alle mani e scarpe assassine ai piedi, è tornata con Amici di sera, su Canale 5. E' tornata come se non avesse mai lasciato lo studio, senza farla tanto lunga: questa caratteristica è una pietra miliare del suo successo. Persino paradossale. Non urla, non usa toni roboanti, non ripete sempre le stesse cose. Ha aperto con un omaggio a Sandra Mondaini che, appena dato l'addio alle scene, è di nuovo in scena. E quando Mondaini l'ha rimproverata, "non mi telefoni mai", De Filippi è riuscita a farle ammettere di tenere spesso il telefono spento. Tanto la conduttrice è misurata e minimalista, quanto sono barocchi gli insegnanti, Platinette, gli stessi allievi. Che si prendono reciprocamente a male parole. Se non proprio "male", certo non amichevoli, non compassionevoli, non solidali. Questo è sgradevole. Le liti tra insegnanti, poi, sono diventate proverbiali e imitate. Il programma si è pure trasformato in spettacolo teatrale, con Platinette di grande talento negli abiti maschili di Maurizio Coruzzi. Gli studenti di Amici possono dunque trovare collocazione lavorativa, anche se non è facile pensare a un realistico sbocco. E dunque: il contrasto fra la sobrietà defilippesca e la ridondanza dell'impianto forse porta ascolti; ma ne fa perdere altri: quelli di un pubblico che, invece, non ha voglia di veder litigare e sentir dire cose sgradevoli. Esiste, quel pubblico lì, se mi volete credere.
Roberto Levi per Il Giornale ---> Il primo elemento che salta all'occhio è la perfetta funzionalità della macchina televisiva, in cui tutto è studiato per produrre gli effetti desiderati: a cominciare dalla scenografia (una delle più indovinate per esaltare il fattore-arena), l'uso registico degli spazi, la capacità della conduttrice di interrompere all'occorrenza il flusso energetico delle emozioni e delle tensioni per consentire loro di liberarsi secondo un senso della liturgia narrativa che rimane costante e affidabile nel tempo. Da un punto di vista strettamente televisivo Amici è una incontestabile macchina da guerra concepita per macinare ascolti e attenzione, una delle poche per cui sia lecito spendere tale definizione che non portò fortuna a chi cercò di usarla in frangenti politici più impegnativi. La seconda direttrice degna di menzione attiene al ruolo di "tv di servizio" in senso più esteso di come si è soliti definirla. Amici, negli anni, si sta rivelando a tutti gli effetti una agenzia di collocamento dove non importa tanto l'effettivo valore dei talenti proposti (che è sostanzialmente basso salvo rare eccezioni) quanto la loro fruibilità sul mercato. E' diventato un marchio che sa già in anticipo come e dove piazzare il proprio materiale umano, l'indotto commerciale che ne deriva (spettacoli, dischi, ecc.) secondo canoni di opportunismo che sfruttano con pragmatica furbizia il richiamo dell'indubbia occasione offerta ai giovani di mettersi in mostra secondo criteri di pari opportunità. Il ruolo "di servizio" è quindi a doppio binario: agli aspiranti artisti viene proposta una palestra di apprendistato e di visibilità pubblica altrimenti difficile da praticare, in cambio di una sicura resa commerciale a disposizione di chi ha organizzato questa forma di collocamento nel mondo dello spettacolo. Il terzo e ultimo aspetto importante del programma ha a che fare con un suo lato fortemente diseducativo, non si sa se consapevole o meno. E qui bisogna tornare all'indirizzo litigioso scelto e fomentato dagli autori, utile a tenere alto il pathos narrativo ma assai negativo sotto il profilo della formazione caratteriale dei ragazzi e della pessima impressione che si ricava dai loro giudici. In ogni competizione si dovrebbe imparare a perdere, a rispettare gli avversari, a dare il meglio di se stessi senza preoccuparsi di giudicare i compagni di corso e i propri insegnanti, i quali a loro volta dovrebbero dare costruttivi esempi di giudizi ben motivati e sganciati dalle proprie nevrosi personali. Ad Amici accade esattamente il contrario, tipico esempio di format sformativo.
Stefania Carini per Europa ---> Di Amici, e di Maria, se ne dicono di cose. Amici è una incredibile macchina da guerra, capace di far breccia nel cuore degli adolescenti. Amici spesso mette l'arte un po' da parte per far fronte ai perfidi Rvm, nei quali gli amici si malignano a vicenda. Amici è una sfida, solo che noi preferiamo una trasmissione come X Factor, più cazzara, meno cinica, più talentuosa. Di Amici si possono dire tante cose: di come abbia saputo creare un format prendendo "ispirazione" da altri format; di come sia tv espansa su internet, piazze, teatri, libri; di come sia imprescindibile perché ormai in tutto e per tutto cultura pop, e quindi Cultura. Invece di dedicare pezzi sulla bravura della Maria nazionale, bisognerebbe provare ad analizzare più in profondo i discorsi portati avanti dalla trasmissione. Amici mette infatti in circolo alcune idee sull'arte. Meglio, mette a confronto due estetiche. Che si possono riassumere così: le regole contro la passione, l'accademia contro il talento, la tecnica contro l'emozione. Alcuni prof. incarnano la rigidezza assoluta della norma, altri la vacuità molle della passione. I ragazzi ci giocano, e si auto-dividono in talentuosi ma freddi e/o passionali ma carenti. Il dualismo è estremo, e nessuno quindi ricerca mai il vero talento (che è tecnica e passione). Anzi, siamo in tv, e quindi l'emozione prevale su tutto: il televoto democratico va per simpatia (o, anche, per parentela: molti i casi di ragazzi spinti in su nelle graduatorie grazie a sms inviati in massa dai famigliari). La norma contro la passione. Anzi, la forma pura contro la ciccia greve. Eh sì, quest'anno tocca a Daniela incarnare il dualismo, e lo fa con tutto il suo corpo. Un po' come era successo a tal Agata, rea di non avere un giusto collo del piede. Solo che c'aveva la passione. E pure Daniela ce l'ha, solo che in più ha qualche chilo di troppo, e i ballerini faticano a sollevarla. L'altra sera per mezz'ora si è parlato di questo, senza mai nominare, salvo intervento di Platinette, la questione ciccia. Surreale. Pure chi aveva voluto in accademia Daniela ora la rifiutava, perché non si era impegnata. Ovvero, non era dimagrita. Il che non è questione da poco, perché per fare la ballerina ci vogliono certe misure, ci sono certe regole, ci sono certe norme. Solo che Daniela di tutto questo se ne infischia, perché «ha la passione». Perché, dice, le difficoltà le deve affrontare e le deve vincere, e per difficoltà intende riuscire a farsi sollevare da un ballerino. Splendido. Daniela è il frutto della retorica di Amici. È la democrazia del talento: tutti possono fare anche se non sanno fare perché conta mettercela tutta. Daniela è perfetta proprio perché inadeguata. È perfetta perché il suo corpo non a norma si può smembrare nel talk. Se questa non è Cinico tv.
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